Maha Shiva Ratri

Matha Gitananda Ashram

                     MONASTERO INDUISTA TRADIZIONALE

Maha Shiva Ratri

Durante la festività di Siva Ratri, si osservano digiuni e austerità. Molti devoti non bevono neanche una goccia di acqua e vegliano tutta la notte cantando il Maha mantra di Siva. Il linga, simbolo dell'assoluto, viene adorato tutta la notte con l'offerta di fiori, frutta e Prasad (cibo sacro). Il linga viene prima purificato dall'acqua e poi è pronto per essere adornato da bellissime ghirlande di bianchi e profumatissimi gelsomini. Tutti i templi dedicati a Siva sono meta di pellegrinaggi da parte dei devoti, che lo adorano in tutte le sue forme come Shivanataraja, Signore della danza cosmica, infatti questo periodo è considerato ideale per prima danza in pubblico (arangetra) compiuta dalle danzatrici di Bharata Natyam. E' adorato inoltre nella forma di Shiva Ardhanarishvara, che rappresenta l'aspetto sia maschile che femminile della manifestazione, e nella forma di Shivamahayogi, Signore di tutti gli yogi del mondo. Infatti, è questo il momento propizio in cui samnyasin e sadhu ricevono l'iniziazione con gli auspici del più grande degli yogi, il Signore Shiva.

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Tra il tredicesimo e il quattordicesimo giorno della luna nera di phalguna (febbraio-marzo) cade la festività di Siva Ratri. Letteralmente il nome della festività significa la notte di Siva, infatti, le cerimonie iniziano durante la notte e continuano per diversi giorni. In questa occasione si festeggia anche il matrimonio di Siva e Parvati. Si racconta che Siva, dopo la morte di sua moglie Sati, si ritirò nella foresta per adempire ad alcune rigorose penitenze (tapas) e cercare di pacificare il suo dolore. Dopo qualche tempo, dall'Himalaya, naque una bellissima fanciulla, Parvati, il cui nome significa appunto "figlia della montagna Parvata". Era molto chiara di carnagione e molto attraente. Quando fu in età da marito, il padre voleva darla in moglie al Dio Visnu, ma ella era segretamente innamorata di Siva e anche preoccupata per il grande dolore che Egli provava dalla morte della moglie Sati.

Così Parvati, contro il volere dei genitori, andò nella foresta, con una sua amica, in cerca di Siva. Quando finalmente lo trovò, si sedette accanto a lui e compì per anni austerità e meditazione per conquistarlo. Il Dio dell'amore, Madana si accorse dell'accaduto e pensò che, per Siva, fosse una buona opportunità per dimenticare le sue pene, così indusse Parvati a danzare di fronte a Siva. Quando la danza fu nel pieno dello splendore e dell'armonia, Madana lanciò contro Siva una freccia odorosa di fiori profumati. Siva adirato per essere stato disturbato, aprì il terzo occhio e immediatamente Madana fu incenerito, però ormai il tapas si Siva era stato interrotto, così si accorse della bellezza di Parvati che, con la sua danza, lo affascinò a tal punto che Egli decise di sposarla. La divina coppia, dopo i festeggiamenti del solenne martimonio, ritornò alla propria residenza sul monte Kailasa benedicendo il mondo intero e, da allora, vissere in felicità e armonia.