Kama
Il dio dell’amore (dalla radice kam, ‘voglia’, ‘desiderio’, ‘brama’).

Nel RV lo si paragona al “desiderio di acqua del giovenco assetato” e nel brano IX.113,11 alla brama di felicità e all’esaudimento dei desideri.

Nello AV (XIX.52,1) con il termine kama si indica “il primevo germoglio della mente, che per primo sorse all’interno di Quello”.

Nel più antico uso del termine si rileva, così, un certo dualismo, una associazione fra il soggetto e l’oggetto, fra la volontà o l’intenzione e l’esaudimento o la manifestazione, fra al premessa e la conclusione.

Il significato di kama andò via via mutando, come indicano le varie sfumature di senso che si ritrovano nei Brahmana, nelle Upanisad, nei Purana, ecc.

Margaret Stutley – James Stutley – Dizionario dell’Induismo - pag. 204

 

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