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monastro indu
Ganesha Chaturti
Alla fine dell'ultima era ci fu il pralaya, un grande riassorbimento che distrusse l'universo e tutto ciò che era esistito in esso. Seguì una lunga, lunga notte di bhrama: tutto fu buio e oscuro... un grande silenzio... nessun rumore nessun movimento...solo pace, pace, pace... quando, dopo quattromilatrecentoventimilioni di anni, ci fu un piccolo spanda, un movimento, una sensazione, una aspettativa che qualcosa di grande stava avvenendo; attraverso questa lunga notte emerse un bellissimo suono, un suono potente: ecco il suono dell'om e, in questa nuova era, chiamata shvetaravaha kalpa, un grande Dio apparve nella forma dell'om a creare un nuovo universo.
Le vibrazioni del suono om si espandevano e una luce soffusa, leggera rischiarava il mondo e un nuovo splendente sole nacque.

Il grande spirito chiamò alla sua presenza la Trinità: Brahma, Visnu e Rudra-Siva; diede a Brahma la possibilità di creare, a Visnu quella di conservare e a Rudra-Siva quella di distruggere e trasformare.
Dal pranava emersero i quattro Veda: Rg, Yajur; Sama, Arharva dove tutta la conoscenza dell'universo fu racchiusa.
Secondo il culto dei Ganapati, è credenza che la forma di Ganesha, come prima divinità assoluta, sia rappresentata nel simbolo dell'om tamilica.
E fu così che dal suono nacque Ganesha e il suo jayanthi si festeggia nel quarto giorno luminoso della luna di bhadrapada, settembre-ottobre.
Questa festività è il giorno più sacro dedicato a Ganesha ed è una delle più popolari celebrazioni hindu, osservata in tutta l'India e anche dai devoti hindu sparsi per il mondo, poichè Ganesha è benvoluto e amato ovunque.
Vengono costruite rappresentazioni della divinità in terracotta, gesso o cartapesta, dipinte a mano con bellissimi colori.
Vengono adorate per un periodo da due a dieci giorni, dopodichè vengono immerse nell'acque del mare o di un fiume o di un lago oppure nelle vasche dei templi.

Ganesha viene adorato per primo in ogni preghiera, il suo nome viene ripetuto prima di iniziare ogni lavoro come buon auspicio.
È la divinità che possiede il potere di andare oltre ogni difficoltà e ostacolo.
È il fratello maggiore di Skanda, figlio di Siva e Uma Devi, prodotto dalla goccia di sudore della Devi.
Per accedere al culto della Devi bisogna sviluppare le qualità che Ganesha ci indica nel suo simbolismo.
Ganesha è Signore dei Gana, attendenti celestiali delle armate di Siva .
Anche il culto vaisnava adora Ganesha con il nome Tumbikkai Alwar che significa "divinità con la proboscide".
Egli è molto goloso di budini, dolci al cocco e soprattutto delle palline di farina al cocco e delle palline di farina di riso chiamate modakha.
Tutte le famiglie hindu, durante il jayanthi di Ganesha, preparano dei dolci in suo onore e li offrono durante la puja per ingraziarsi il buon auspicio del Divino.

Durante questi giorni di festa, nei villaggi si respira aria di allegria, ogni immagine di Ganesha viene addobbata e ornata con fiori e stoffe preziose, ogni tempietto è luogo di ritrovo di folle di persone che si soffermano di fronte a questa immagine benevola e rassicurante.
Dai grandi templi a lui dedicati, vengono portate fuori le statue su carri arricchiti da centinaia di collane di fiori.
I devoti del Dio fanno a gara per spingere e sorreggere la statua come segno di devozione e tapas, spesso per ingraziarsi i favori del Divino.
Nel Maharastra, oltre all'adorazione pubblica, nelle strade si organizzano rappresentazioni teatrali di storie, tratte dai Purana, delle quali Ganesha è il protagonista.
Ganesha è la più auspiciosa e più simpatica divinità del panteon hindu.
Anche i Kirtan a lui dedicati rispecchiano il cartattere di questa particolare divinità, sono gioiosi e aiutano a elevare lo spirito per rivolgerlo più vicino al Divino.